Dopo tanti incontri e scontri Ulisse si ritrova a letto con la sua putrida e ammalata Penelope. La notte è lunga ma il fetore è tanto forte che il sommo Ulisse perde il sonno e la cognizione del tempo, deve resistere perchè sa che è questione di poco tempo, vorrebbe lasciarla adesso ma non può. Cosa direbbero i sudditi che l’hanno osannato e gli dei dell’Olimpo che l’hanno appoggiato?

E allora o sommo Ulisse, la devi ripulire e farla ritornare in salute, ma ci vuole tempo e ricchezze e tu non ne hai; gli ultimi averi li hai spesi nell’acquisto di costosissime bighe speciali per le guardie di Penelope. Ahime! Allora ti incontri con gli altri infelici re delle isole vicine che hanno lo stesso problema, questi hanno saputo che da qualche parte è nascosto un pò d’oro necessario per la nobile causa. Ricordati, o impavido guerriero, che quell’oro è di tutti e se deve essere usato lo si faccia per il solo scopo di ripulire e sanare le bellissime mogli.

Dei permettendo.

INTELLIGENTI PAUCA

In quel tempo all’Olimpo Atena bisticciava con gli altri Dei per quel misero mortale di Ulisse.

L’Olimpo da giorni non era più un posto da dio. Bisognava in fretta far qualcosa. Era d’uopo parlargli. Allora un messo di Atena apparve ad Ulisse su quella sudicia spiaggia con il mare che sembrava una cloaca a cielo aperto e l’esortò, per il suo bene, a far pace con Antinoo e i suoi proci.

Gli prospettò l’idea di una bella famiglia allargata in cui Penelope poteva essere di tutti, ma senza quel discolo di Telemaco tanto al momento è solo un principe con uno sparuto gruppo di valorosi achei.

Oh Ulisse, cosa farai adesso?

Come potrai accontentare tutti?

Non puoi costruire un altro cavallo, non ci stanno.  Serve un’altra grande idea.

E intanto Penelope è sempre più ammalata e sporca.

Filippo Monaco detto l’Omero puteolano.