Tutti cercano di andare per primi al bersaglio, i giovani proci, immagine di  muscoli e vitalità tendono l’arco al massimo sino a farlo spezzare, credono che più forza si dia, più la freccia prenda la direzione giusta , ma inesperti e stupidi non sanno che la forza del braccio deve essere amministrata dalla forza del cervello.

E  ahime! I dardi non centrano il bersaglio conficcandosi  lontano nell’arido terreno ove poco distante siedono i mendicanti  del  Palazzo.  Altri pretendenti emozionati sbagliano direzione   provocando in loro l’ira di chi, colpito nella parte meno nobile,  dovrà purtroppo tirarsi indietro. Tra tanta ricchezza, miseria e nobiltà ci sono anche quelli che non sanno più con chi stare  e in quale direzione scagliare la freccia perché le hanno provate tutte ma inconsapevoli di essere orbi  non ci riusciranno neanche tra cent’anni.

E si continua così tra gli incitamenti e le risa dei figli di Penelope che,  loro malgrado, si trovano spettatori  e vittime in questo tragico giuoco.

All’imbrunire dopo una giornata di gare si fa avanti un campione di altri tempi.  Il suo viso solcato dalle rughe e il  petto pieno di cicatrici testimoniano  la sua età e le mille battaglie a cui ha partecipato. L’oracolo gli ha predetto che alcuni Dei sono dalla sua parte e che,  per poter riuscire, deve tenere a bada soltanto  la dea della discordia che aspira ad  un posto di privilegio nell’Olimpo e che costantemente cerca di disfare quanto già concordato.  Il bersaglio è ancora lì, austero e immacolato come una vergine che aspetta il suo sposo. Lui tremolante ed incontinente tende l’arco che una volta era del suo predecessore, la freccia prende una direzione strana  ma centra il bersaglio. E’ lui il vincitore, il nuovo sposo di Penelope, colui che tra una strizza e un pannolone dovrà fare la sua parte.

Molti tra la folla lo riconoscono.  E’ lui il fiero custode dei fatti e misfatti del Palazzo di Penelope,  anche questa volta gli Dei hanno scelto  bene. Hanno evitato i soliti stregoni, i finti sapienti  e gli ignoranti per un esperto di malta e mattoni  che sappia con la sua maestria  tenere su il Palazzo pericolante causa dall’incuria dei suoi predecessori .

Ce la farà?

 Dopo la gara i dubbi restano:

E’ stato un bene affidarsi  all’esperienza di un condottiero anziché a tanti insignificanti sbarbatelli  che del potere e della politica non sanno una mazza?

A Penelope rimarrà il dubbio della felicità? Avrà da quest’uomo quello che le spetta: notorietà e tanta ricchezza da poter dividere con i suoi figli?

E i suoi fidati che avranno libero accesso al Palazzo saranno onesti, leali e integerrimi?

Ma se le casse del Palazzo sono vuote come riuscirà a ripulire e sanare dalle tante ferite e malattie la bella Penelope?

Con la buona volontà non si risolvono i tanti problemi e a tali domande neanche gli oracoli azzardano risposte, sarà il tempo  a giudicare l’operato di coloro che credono di avere la pozione magica

E lì dal  Monte Olimpo sembra tutto tranquillo, ogni dio fa la sua parte perché è meglio essere lassù anziché Qua giù. Loro lo sanno  che per rimanere nella casta non bisogna essere casti … ma…….

2 Responses to “L’Odissea puteolana (cose mai viste prima alla faccia di Omero) – quattordicesima puntata”

  1. jesse Says:

    .

    thanks!!…

  2. Cheapest Nike Air Max Tailwind 6 Online Sale Says:

    not that much of a online reader to be honest but your sites really nice, keep it up! I’ll go ahead and bookmark your website to come back in the future. All the best

Lascia un commento