Il mercato del pesce di Pozzuoli, con i suoi 14 mila metri quadrati è uno dei più grandi d’Italia ed è l’unico ad avere la banchina d’attracco contigua ai banchi di vendita. Infatti trascorrono pochi minuti dall’attracco del peschereccio e subito le cassette di pesce freschissimo vengono poste in bella mostra  per la vendita ai grossisti, ristoratori e anche alla grande distribuzione.

E’ un mercato frenetico e al tempo stesso pittoresco che vive nel corso della notte. Il movimento incomincia già dalle tre del mattino e ha il suo culmine verso le quattro quando arrivano la maggior parte dei pescherecci locali con un grande andirivieni di persone, carrelli, urla di occasionali venditori e rumori di cassette di polistirolo colme di pesce. E’ da questo momento che iniziano freneticamente le contrattazioni, sembra di essere a “Wall street” con la sola differenza che anziché acquistare e vendere  azioni, obbligazioni, fondi comuni, ecc… qui si acquista e si vende dell’ottimo pesce. Per la cronaca, in questo luogo ci lavorano circa quattrocento persone con circa una ventina di rivenditori di pesce all’ingrosso e di circa una decina per i molluschi. Non tutto il pesce è nostrano, molto arriva da altri lidi italiani: dalla Puglia, dalla Calabria, dalla Sicilia, dal basso Lazio e dall’Adriatico, ma anche dall’estero: Nord Europa, Spagna, Francia, Oman e Canada.

Con un’offerta di pesce così assortita è sempre l’incauto acquirente che ci rimette, quello che confonde pesce di allevamento da quello di paranza ad eccezione dei gatti del luogo che prediligono il pescato  locale di merluzzi, cocci, sgombri, aguglie, seppie, polpi e soprattutto le prelibate alici.

Io credo che, in virtù di questa risorsa ittica di alta qualità, sia opportuno portare avanti progetti atti alla valorizzazione e al commercio e che tale finalità debba essere prioritaria. In Effetti già qualcosa è stato fatto con il progetto “Fucina del mare” grazie al quale il dott. Giuseppe Palma cerca di insegnare ai bambini “Il dove e perché mangiare pesce”. Uno spot pubblicitario potrebbe essere:

“Il pesce oltre a far bene al cuore, perché ricco di omega 3, e anche ricco della vitamina della felicità, la serotonina che ha effetti benefici contro la depressione”.

La città di Pozzuoli ha bisogno di una opportuna rivalutazione del suo mercato ittico dopo la crisi dei mesi scorsi dovuto al pessimo funzionamento del depuratore di Cuma. Cerchiamo di far ritornare il sorriso ai tanti operatori del settore, anche solamente organizzando eventi e sagre si possono ottenere consensi qualitativi perché di questi tempi c’è un gran bisogno di serotonina.

Filippo Monaco detto l’Omero puteolano.

One Response to “IL MERCATO ITTICO DI POZZUOLI – UNA RISORSA DA TUTELARE”

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